Biografia

Regista, sceneggiatore e operatore teatrale nel sociale. Attento al tema del sociale, fonda nel 2008 l’associazione Elevator Bunker con cui sviluppa progetti e laboratori di video-partecipativo e teatro, nelle scuole e in centri educativi, realizzando numerosi cortometraggi e performance. Nel 2009 in collaborazione con il dipartimento di Pedagogia speciale dell’Università degli Studi di Verona scrive e dirige il cortometraggio Cinquanta di questi giorni, uno studio pedagogico in materia di sessualità in presenza di disabilità intellettiva. Una ricerca prodotta con il contributo della Regione del Veneto e distribuita a livello nazionale da Aracne Editore di Roma. A partire dal 2012, partecipa in veste di artista visivo a numerosi progetti internazionali di ricerca coreografica promossi da OperaEstate Festival Veneto. Collabora con numerosi coreografi e collettivi artistici tra i quali Alessandro Sciarroni, Francesca Foscarini, Jennifer rosa e Chiara Bersani. Nel 2013 è co-autore con la coreografa Tiziana Bolfe Briaschi della performance visiva VOR – Very High Frequency Omnidirectional RadioRange, finalista al Premio Arte Laguna Prize. Nel 2014 avviene l’importante incontro con la coreografa e danzatrice Silvia Gribaudi con la quale inizia un rapporto artistico continuativo che si sviluppa in produzioni coreografiche e progetti di comunità. Nel 2019 con Silvia Gribaudi è co-autore dello spettacolo Humana Vergogna, un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e della performance Graces, finalista del premio Rete Critica 2019. Tra le sue opere il documentario 88 Giorni nelle farm Australiane, tratto da una ricerca di Michele Grigoletti e Silvia Pianelli sulla nuova migrazione giovanile italiana in Australia, proiettato presso il Senato della Repubblica Italiana all’interno della rassegna Migrazioni: da Marcinelle a Lampedusa – Capire la nostra storia per guardare al futuro. 

Attualmente è impegnato alla nuova creazione di Silvia Gribaudi Mon jour, una produzione Zebra in coproduzione con Torino Danza, Teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale, nell’ambito del progetto Corpo links cluster, e alla realizzazione del documentario Lamin, un viaggio a stretto contatto con un giovane migrante africano che grazie alla danza sta assaporando una nuova vita in una terra lontana dalla propria.